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La storia del cashmere affonda le sue radici in un’epoca molto remota, quando nell’Himalaya si diffuse l’allevamento della capra tibetana legata a questa preziosa fibra. Ma è soprattutto con l’Italia che il cashmere instaurò, fin dal Medioevo, un legame particolarmente forte e duraturo.

 

Furono infatti i commerci lungo la Via della Seta a portare per prime le fibre grezze dall’Asia ai porti veneziani e toscani. Da qui prese avvio l’ascesa del cashmere come tessuto ricercato, grazie alle abili manifatture che si andavano affermando nel nord del Paese. Nei secoli, le maestranze italiane perfezionarono le tecniche di filatura, nobilitando il cashmere e facendone un sinonimo di qualità superiore. Ancora oggi, i laboratori disseminati sul territorio tramanda questa eredità secolare, attualizzandola con innovazione e creatività.

 

Il cashmere mantiene quindi un legame speciale e indissolubile con il made in Italy e la sua tradizione nel settore della lana. I manufatti tricolori continuano a rappresentare un’eccellenza riconosciuta a livello globale per funzionalità e stile senza tempo.

 

Storia del cashmere: le origini himalayane

Le origini del cashmere vanno fatte risalire al IX secolo a.C., quando nelle aspre valli dell’Himalaya si diffuse la capra tibetana.

 

Gli studi zoologici hanno dimostrato come questa capra, detta scientificamente Capra hircus laniger, si sia perfettamente adattata nel corso dei secoli agli ambienti himalayani grazie ad alcune peculiarità anatomiche e fisiologiche. Tra queste, il suo particolare vello, composto da due tipi di peli: i peli guardia esterni, spessi e ruvidi, e il manto lanoso interno di diametro e lunghezza inferiori, noto come cashmere.

 

Proprio quest’ultimo conferisce alla capra la prerogativa di fornire annualmente la preziosa fibra sottostante, leggera e soffice, universalmente riconosciuta come ideale per la realizzazione del miglior cashmere italiano. Ancora oggi l’allevamento selettivo di questa razza himalayana ne garantisce l’approvvigionamento della materia prima all’industria tessile mondiale, che da secoli, come vedremo, ha trovato in Italia il centro di massima espressione artistica.

 

Cashmere lana: il commercio lungo la Via della Seta

Un ruolo fondamentale nella diffusione commerciale del cashmere spetta agli scambi che, a partire dal XIII secolo, si svilupparono lungo le rotte terrestri della Via della Seta.

 

I documenti storici attestano come le primogenite città del cashmere, quali Venezia e, in parte minore, Firenze, divennero i principali approdi europei delle carovane provenienti dall’Asia Centrale, cariche delle preziose fibre grezze raccolte nell’Himalaya. Sfruttando la posizione geografica sull’Adriatico e sull’Arno, le maestranze mercantili italiane seppero instaurare proficui traffici commerciali, importando ingenti quantitativi di cashmere dai remoti territori di produzione verso i nascenti distretti manifatturieri padani.

 

Tale flusso diede l’avvio alla trasformazione del cashmere da mero bene di lusso per le aristocrazie, a tessuto nobile apprezzato in tutta Europa, grazie all’abilità unica nella sua lavorazione che andava consolidandosi proprio nei laboratori del cashmere Italia.

 

Lana cashmere e la lavorazione artigianale in Italia

Nei secoli, le aree tessili del nord Italia si specializzarono nella nobilitazione del cashmere, affinando le tecniche di lavorazione in una tradizione senza pari al mondo.

 

Grazie all’esperienza maturata nella filatura della seta, i laboratori padani trassero vantaggio nello sfruttare manualità analoghe per la lavorazione della morbida fibra himalayana. Seguendo processi ancora in parte artigianali, perfezionarono le abilità nello svolgimento, pettinatura e torcionatura dei filati in cashmere, al fine di esaltarne sofficità e durevolezza.

 

Con il tempo, la completa filiera italiana, “dalla pezza al confezionamento”, si impose come ineguagliabile centro qualitativo, capace di esprimere con la tessitura le massime performance dell’eccellente materia prima. Tutto ciò rese la storia del cashmere firmata dalla tradizionale manualità tricolore famosa in ogni angolo del globo, ancora oggi garanzia delle più elevate standardizzazioni di qualità nel cashmere.

 

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