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Tessuto cashmere

Il cashmere è universalmente riconosciuto come uno dei tessuti più pregiati e ricercati nel mondo della moda. Ciò è giustificato da diversi fattori intrinseci a questa preziosa fibra, che ne determinano anche il prezzo finale più elevato rispetto ad altre tipologie tessili.

 

Innanzitutto, il cashmere si distingue per la delicatezza e la sottigliezza unica delle sue fibre, con diametro medio inferiore ai 15 micron. Questa microstruttura gli conferisce proprietà termoregolatrici e tattili eccezionali, mantenendo il corpo caldo in inverno e asciutto tutto l’anno.

 

Inoltre, la quantità di cashmere grezzo ottenibile annualmente da ciascuna capra è estremamente limitata, solo 300-500g, il che rende questa materia prima incredibilmente scarsa. A ciò si aggiungono i rigorosi standard qualitativi adottati da marchi prestigiosi, che selezionano esclusivamente le fibre più sottili attraverso complessi processi di setacciatura.

 

Nonostante il prezzo premium, i dati Istat confermano che il mercato globale del cashmere registra una crescita costante, con un fatturato stimato in oltre 5 miliardi di dollari annui. In Italia, primo produttore europeo di filati di lusso, il comparto vale 400 milioni ed empie oltre 5000 addetti. Questi numeri dimostrano come, grazie alle sue intrinseche peculiarità, il cashmere continui ad affascinare sempre più consumatori disposti a investire nella sua qualità senza pari, una garanzia di comfort e stile destinata a durare nel tempo.

 

Tessuto cashmere: Raccolta, selezione delle fibre, qualità e sottigliezza

Il cashmere tende ad avere costi sensibilmente più elevati rispetto ad altre tipologie di lana a causa di diversi fattori legati sia alla produzione che alla lavorazione delle fibre.

 

Anche le successive fasi di lavorazione comportano maggiori oneri. Per il cashmere Italia, è effettuata una severa selezione delle fibre per ottenere filati con diametro medio inferiore ai 15 micron, standard che richiede complesse fasi di setacciatura. Infatti, la produzione di filati cashmere di alta qualità, prevede complesse fasi di selezione e setacciatura delle fibre grezze. Le fibre, dopo la tosatura, vengono sottoposte inizialmente a lavaggi e pettinature atte a districare i ciuffi e separare i peli più spessi (guard hair) dal vero e proprio cashmere (down hair).

Segue una prima setacciatura meccanica che utilizza una serie di setti con maglie di diametro calibrato per selezionare le fibre ultrafini, generalmente inferiori ai 30 micron. Un ulteriore setacciamento, eseguito attraverso membrane sintetiche forate con precisione, permette poi di raccogliere le fibre con diametro inferiore ai 15 micron, standard richiesto per filati premium.

 

Queste fasi, che sfruttano tecnologie avanzate di filtraggio, sono necessarie per ottenere filati omogenei scevri da impurità, aspetto che distingue il cashmere di alta gamma prodotto da realtà consolidate nel nostro paese. Inoltre, la sottigliezza estrema delle fibre cashmere ne aumenta la deperibilità, dunque le lavorazioni richiedono una grande cura e attenzione per preservarne qualità e uniformità. Questi elevati standard produttivi, unitamente al valore del brand cashmere, si riflettono comprensibilmente sul prezzo finale dei capi.

 

Tuttavia, i maggiori costi sono bilanciati da performance termiche, tattili ed estetiche eccellenti del cashmere, qualità che ne giustificano appieno il prezzo anche in un’ottica di durata nel lungo periodo.

 

Cashmere tessuto: il grezzo prodotto annualmente

Il cashmere grezzo disponibile annualmente è una delle cause principali del suo costo elevato rispetto ad altre lane. Le stime condotte da esperti del settore indicano che la produzione media annua di cashmere grezzo per singola capra cashmere si attesta sui 300-500 grammi. Questa quantità è sensibilmente inferiore rispetto ad altre specie ovi-caprine, ad esempio le pecore possono fornire circa 5 kg di lana grezza a tosatura.

 

Anche considerando gli allevamenti su larga scala presenti in Paesi come la Cina e Mongolia, il cashmere grezzo complessivamente prodotto ogni anno a livello globale non supera comunque le 12.000-15.000 tonnellate.

 

A influire sulla ridotta capacità produttiva delle capre cashmere sono diversi fattori, tra cui il loro habitat naturale caratterizzato da rigide temperature, che ne limita la prolificità, e la loro costituzione fisica orientata all’agilità piuttosto che alle dimensioni.

 

Pertanto, la esigua quantità annua di cashmere grezzo rende questa materia prima preziosa particolarmente scarsa. Anche i più rinomati produttori italiani che producono il miglior cashmere italiano, devono necessariamente applicare prezzi più elevati che ne riflettono la natura di prodotto rare commodity.

 

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