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cashmere o la lana

Nonostante il cashmere e la lana siano ormai tessuti ampiamente diffusi nel mercato dell’abbigliamento invernale, sono ancora in molti a chiedersi se è più caldo il cashmere o la lana e quale dei due materiali è in grado di assicurare una migliore capacità di isolamento termico. Kuxo, rinomato brand italiano di maglieria in cashmere dal 1959, ha deciso di fare definitivamente chiarezza sull’argomento.

 

Sebbene il cashmere e la lana siano entrambi tessuti naturali in grado di regalare un elevato comfort termico, esistono delle differenze sostanziali nelle loro caratteristiche micrometriche e nelle conseguenti proprietà termoregolatrici. Il cashmere si distingue per la finezza unica delle sue fibre, con diametro medio inferiore ai 15 micron, mentre la lana presenta fibre più spesse con diametro compreso tra 18-35 micron. Proprio la maggiore sottigliezza delle fibre di cashmere gli consente di intrappolare più aria rispetto alla lana, creando uno strato isolante termico più performante.

 

Inoltre, grazie alla fitta rete formatasi a livello microscopico, il cashmere permette una traspirazione ottimale della pelle, lasciando che il vapore acqueo venga assorbito e fuoriesca senza problemi. La lana, nonostante garantisca anch’essa un buon livello di traspirazione, risulta leggermente meno performante sotto questo aspetto. Sulla base di queste differenze strutturali, possiamo affermare in modo definitivo che il vero re dell’isolamento termico sia proprio il cashmere, in quanto consente al nostro corpo di mantenersi asciutto e caldo allo stesso tempo, anche nelle giornate più fredde.

 

È più caldo il cashmere o la lana? Le diverse proprietà termiche

Quando si discute delle proprietà termiche del cashmere e della lana, è necessario considerare diversi fattori legati alla composizione chimica e strutturale di questi materiali tessili.

 

Il cashmere, ottenuto dal sottopelo della capra cashmere, si caratterizza per la presenza di fibre particolarmente sottili, con diametro inferiore ai 15 micron, che conferiscono a questo tessuto un’elevata capacità isolante contro il freddo. Grazie alla sua struttura microscopica, il cashmere riesce infatti a trattenere l’aria creando uno strato termorigenerante tra il corpo e l’ambiente esterno. Inoltre, pur essendo molto caldo, questo materiale assicura un’ottima traspirabilità in quanto le sue fibre, pur creando una barriera contro il vento e l’umidità, lasciano comunque passare il vapore acqueo prodotto dal corpo. Queste caratteristiche fanno del cashmere il tessuto migliore per assicurare comfort termico anche nelle giornate più fredde. Il miglior cashmere italiano, ottenuto da allevamenti che rispettano standard qualitativi elevati, garantisce performance eccellenti grazie a fibre particolarmente sottili e prive di imperfezioni.

 

La lana, prodotta dalla tosatura di pecore di diverse razze, possiede anch’essa elevate proprietà termoregolatrici date dalla struttura convoluta delle sue fibre, che creano numerose sacche d’aria isolanti tra di loro. Tuttavia, rispetto al cashmere presenta fibre di diametro leggermente superiore, generalmente compreso tra 18-35 micron. Di conseguenza, a parità di grammatura, la lana ha capacità isolante lievemente inferiore rispetto al cashmere. Inoltre, sebbene anche la lana lasci passare discretamente il vapore acqueo, la sua traspirabilità è minore rispetto a quella garantita dalle fibre ultrafini del cashmere.

 

Pertanto, in base a quanto evidenziato dalla letteratura scientifica sul tema, si può affermare che il cashmere abbia proprietà termiche complessivamente migliori rispetto alla lana, grazie alla maggiore finezza delle sue fibre che ne esaltano le prestazioni di isolamento e traspirazione. Questo lo rende il tessuto migliore per affrontare condizioni climatiche estreme, seppur la lana rimanga comunque un’ottima alternativa grazie alle sue significative capacità termoregolatrici.

È più caldo il cashmere o la lana? Capacità isolanti e della traspirabilità dei due tessuti

Quando si confrontano i tessuti di cashmere e lana, è necessario prendere in considerazione le loro capacità termiche in termini di isolamento e traspirazione.

 

Sul piano dell’isolamento termico, gli studi rivelano che il cashmere vanta prestazioni superiori grazie al diametro estremamente ridotto delle sue fibre, che risulta generalmente inferiore ai 15 micron. La microstruttura delle fibre cashmere rende possibile il fenomeno dello strato di aria statico, garantendo un’efficace barriera alle dispersioni di calore per conduzione. Al contrario, la lana presenta fibre più spesse, con diametri mediamente compresi tra 18-35 micron, e quindi minore capacità di intrappolare l’aria tra le singole componenti fibrose.

 

Relativamente alla traspirazione, è assodato che il cashmere permetta un’evaporazione del vapore acqueo prodotto dal corpo umano più rapida e consistente grazie all’elevata porosità conferita dalla sua microstruttura. La lana, sebbene lasci comunque “respirare” la pelle, presenta una minore idrofilicità dovuta al diametro fibroso superiore.

 

Sono stati condotti diversi test di laboratorio per verificare le capacità termiche del cashmere Italia. Le ricerche hanno avvalorato l’ipotesi che il cashmere vanti proprietà termiche oggettivamente superiori rispetto alla lana, mantenendo la pelle asciutta e a suo agio anche in condizioni estreme. Particolarmente efficace risulta essere il cashmere ottenuto dagli allevamenti italiani, grazie all’elevata qualità delle materie prime utilizzate.

 

 

 

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