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Sono tuttora numerose le persone che si chiedono come lavare il cashmere e conservarlo correttamente, al fine di preservarne nel tempo l’incomparabile morbidezza. Il segreto risiede nell’adozione di pochi e semplici accorgimenti, seguendo le linee guida fondamentali per lavare i propri capi. Un lavaggio delicato a basse temperature, possibilmente a mano seguendo le istruzioni riportate, unito a un’asciugatura naturale distesa garantiranno il mantenimento integro delle fibre.

 

Non meno importante risulta poi l’accurata fase di conservazione: solo riporre i capi sigillati contro polvere e tarme assicurerà che questa preziosa materia sia preservata e valorizzata nel tempo. Grazie all’applicazione di tali basilari procedure, che richiedono pochi minuti, sarà possibile godere a lungo delle eccezionali doti sensoriali conferite dal cashmere.

 

Come lavare il cashmere: leggere l’etichetta

Per il corretto lavaggio del cashmere è indispensabile in primo luogo verificare le istruzioni riportate sull’etichetta del capo, dove solitamente il produttore fornisce indicazioni specifiche sulla modalità di trattamento ottimale per mantenere nel tempo le peculiari caratteristiche tattili del miglior cashmere italiano.

 

Di norma, per preservare l’intrinseca morbidezza della fibra, il cashmere non dovrebbe essere sottoposto a temperature superiori ai 30°C, optando per un lavaggio a mano o in lavatrice con il ciclo più delicato disponibile. A tal scopo, risulta fondamentale l’impiego di un apposito detersivo per cashmere o, in alternativa, di prodotti neutri adatti a tessuti sensibili.

 

In alcuni casi, come per capi particolarmente pregiati o delicate stampe, può ritenersi preferibile il lavaggio a secco, effettuato da personale specializzato nel rispetto di rigorosi protocolli di pulizia a basso impatto. In ogni caso, una corretta interpretazione delle avvertenze di manutenzione fornite dal produttore costituisce il punto di partenza imprescindibile per preservare nel tempo le caratteristiche sensoriali del cashmere.

 

Come si lava il cashmere: rimuovere le macchie

Le macchie rappresentano uno dei fattori che possono maggiormente compromettere nel tempo le proprietà sensoriali del cashmere. Per questo, in presenza di elementi estranei impressi sul tessuto, risulta fondamentale un trattamento preliminare mirato alla loro rimozione prima del lavaggio vero e proprio.

 

A tal scopo, si consiglia l’impiego di specifici prodotti professionali solventi da applicare localmente sulle aree macchiate, prediligendo formule delicatamente tensioattive in grado di sciogliere le sostanze depositate senza aggredire le fibre naturali. Una volta massaggiato il detergente sulle zone interessate, lo si lascia agire per un tempo prestabilito che varia a seconda del tipo di macchia, al fine di ammorbidirla e facilitare quindi il distacco dal tessuto.

 

Un accurato pre-trattamento così eseguito, unito al successivo lavaggio secondo le modalità più idonee, permette di ripristinare efficacemente l’aspetto estetico del capo e ne amplifica notevolmente la durata nel tempo, fattore questo fondamentale considerando l’alto valore del cashmere come materia prima.

 

Cashmere come si lava: usare una bacinella ed evitare la lavatrice

Il metodo di lavaggio tradizionalmente considerato più idoneo per il cashmere è quello manuale. Ciò comporta l’immergere il capo in una bacinella contenente una modesta quantità d’acqua, da mantenere a una temperatura compresa tra 15°C e 30°C, unitamente a un apposito detersivo delicato.

 

All’interno della soluzione detergente, il cashmere dovrà essere trattato con estrema delicatezza mediante un leggero massaggio al fine di sciogliere le impurità, evitando nel contempo di sottoporre le fibre a sollecitazioni e torsioni eccessive. Al termine dell’ammollo, senza procedere a strizzamenti vigorosi, si procederà alla rimozione dell’acqua in eccesso manualmente e con cautela, senza premere né torcere il capo.

 

Risulta invece sconsigliabile il ricorso alla lavatrice, atta a suscitare sui delicati filati un’azione meccanica potenzialmente dannosa, così come l’utilizzo di temperature e detergenti troppo aggressivi, idonei ad alterare la naturale morbidezza del cashmere nel tempo.

 

Lavare il cashmere e stenderlo in orizzontale in penombra

Per consentire al cashmere di asciugarsi senza modificarne le naturali proprietà, è fondamentale un’asciugatura estremamente delicata che preservi l’integrità delle fibre. Dopo aver avvolto il capo individualmente in un asciugamano per rimuoverne l’eccesso d’acqua tamponandolo leggermente, è bene distenderlo in piano su di un apposito stendino o superficie liscia, in posizione orizzontale. L’area individuata dovrà trovarsi al riparo da fonti di calore dirette, evitando la luce solare focale e le radiazioni emesse da termosifoni o stufe, potenzialmente dannose.

 

Da sconsigliare in maniera categorica l’asciugatura del cashmere appeso, poiché il peso dell’acqua residua concentrata in basso, unitamente alla pressione esercitata dalle mollette che ne segherebbero i lembi, potrebbe irreparabilmente deformare la fibra e comprometterne l’integrità. Un’asciugatura naturale e priva di sollecitazioni innaturali costituisce un requisito imprescindibile per non intaccare le caratteristiche della preziosa materia prima durante questa delicata fase.

 

Come lavare cashmere e riporlo nell’armadio

Per completare il ciclo di cura del cashmere una volta asciutto, risulta essenziale riporre il capo in ambienti idonei a preservarne nel tempo le qualità intrinseche. È consigliabile quindi avvolgere singolarmente il cashmere Italia in delicate buste anti-polvere o anti-tarlo, al fine di proteggerlo da agenti dannosi come luce, umidità e parassiti tessili.

 

Inoltre, posizionare all’interno dell’armadio o dei cassetti appositi contenitori con gel anti-tarme ben sigillati, sostituendo periodicamente il prodotto ogni due/tre mesi per garantirne costante efficacia.

 

Grazie a queste semplici accortezze nella fase di stoccaggio, è possibile assicurare ai preziosi filati di cashmere un’adeguata protezione, fattore determinante per mantenerne inalterate le caratteristiche sensoriali e tecniche nel tempo. Solo rispettando l’intero ciclo di cura potranno garantirsi durata ed espressione al top del valore del cashmere italiano.

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