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Cashmere rigenerato

Il cashmere rigenerato non solo è uno dei tessuti più pregiati e ricercati a livello qualitativo, ma rappresenta anche un eccellente esempio di approccio virtuoso in ottica di economia circolare.

 

Da sempre sinonimo di eccellenza per le sue intrinseche proprietà termiche e tattili, il cashmere può vantare oggi la capacità di allungare significativamente il proprio ciclo di vita grazie alla rigenerazione. Recuperando le fibre di capi non più indossabili, anziché destinarle a smaltimento, si attua infatti un modello economico volto a massimizzare il valore di questa risorsa naturale nel tempo, in linea con i principi dell’economia circolare.

 

Questo permette di ridurre lo sfruttamento delle fonti vergini, proteggendo gli allevamenti, ma anche di limitare drasticamente i rifiuti tessili, una delle frazioni di scarto in maggiore crescita. Inoltre, consente notevoli risparmi energetici ed emissivi rispetto alla lavorazione di fibre nuove.

 

La rigenerazione è stata perfettamente assimilata dai migliori produttori che, grazie a tecnologie all’avanguardia, sono in grado di riciclare completamente il cashmere mantenendone invariate le caratteristiche qualitative. Un traguardo non scontato per un tessuto tanto pregiato.

 

Il cashmere si impone quindi come modello di riferimento per conciliare eccellenza dei materiali e sostenibilità ambientale, attraverso l’implementazione concreta dei principi dell’economia circolare nel settore tessile.

 

Cashmere rigenerato cosa significa e come funziona il ciclo di vita delle fibre

Il concetto di cashmere rigenerato sta acquisendo sempre maggiore importanza nel settore tessile, in ottica di economia circolare. Il cashmere rigenerato si riferisce a fibre di cashmere recuperate e ritessute derivanti da capi d’abbigliamento inutilizzati o non più utilizzabili. Sono quindi applica avanzati processi di rigenerazione che permettono di ridare nuova vita alle fibre attraverso ripetuti cicli di trattamento.

 

Grazie alla tecnologia sviluppata, è possibile rigenerare completamente le fibre garantendone invariata la qualità. Un approccio virtuoso che crea nuovo valore dai materiali esistenti in chiave ecosostenibile dando vita al miglior cashmere italiano in assoluto.

 

Recuperando e reinserendo le fibre di cashmere nei cicli produttivi, anziché destinarle a smaltimento, si attua un modello economico sostenibile che massimizza il valore delle risorse naturali nel tempo.

 

In particolare, il cashmere rigenerato presenta i seguenti vantaggi ambientali ed economici:

 

  1. Riduce lo sfruttamento delle fonti vergini, proteggendo gli allevamenti di cashmere e limitando l’impronta ecologica;
  2. Allunga il ciclo di vita delle fibre che altrimenti andrebbero disperse, consentendo molteplici rigenerazioni;
  3. Limita i rifiuti tessili, ancora poco riciclati su larga scala a differenza di altre materie;
  4. Favorisce la transizione ad un’industria a minor impatto, in cui i materiali vengono reintrodotti come risorse più volte nel ciclo produttivo;
  5. Permette un notevole risparmio di materie prime ed energia rispetto alla lavorazione di fibre vergini.

 

 

Cashmere rigenerato: processo e rigenerazione delle fibre

Il processo di rigenerazione del cashmere ricopre un ruolo chiave nell’ottica di economia circolare perseguita dai migliori produttori di tessuto cashmere. Una volta raccolti i capi non più utilizzabili, le fibre sono sottoposte a un attento trattamento di scorzatura, che consente di separarle dai tessuti di supporto con estrema delicatezza, preservandone interezza e morbidezza. Il trattamento di scorzatura del cashmere consiste in una fase delicata di separazione delle fibre dal tessuto di supporto ormai dismesso. È condotta mediante macchinari dotati di speciali tamburi crivellati, nei quali il capo è fatto roteare a bassa velocità e pressione.

 

I fori del tamburo, calibrato sul diametro delle singole fibre cashmere, permettono il passaggio di queste ultime mentre trattengono i filati e le cuciture residue. Contemporaneamente, getti d’aria a presa controllata vengono fatti agire dall’interno del tamburo: l’aria in uscita solleva e asporta le fibre man mano che queste si distaccano dal tessuto, senza esercitare alcuna trazione.

 

Il risultato è una scorzatura ultra-delicata e completa, in grado di preservare l’integrità delle singole fibre cashmere riciclate. Questa accurata tecnica permette di massimizzarne il riutilizzo nella produzione.

 

A seguire ha luogo un ciclo di lavaggi controllati, volti ad asportare residui di sporcizia e fibre accessorie. L’acqua è sanificata e riciclata nel processo. Le fibre così ottenute affrontano quindi una fase di pettinatura e distensione meccanica, mediante appositi pettini che ne allungano e districano la struttura senza causare rotture.

 

Grazie a questi accorgimenti, il tessuto cashmere mantiene inalterate le sue intrinseche proprietà termoregolatrici e tattili anche a rigenerazione avvenuta. Viene quindi sottoposto a severi controlli merceologici prima di essere reimmesso nel ciclo produttivo

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